Roma, 4 nov. (askanews) – “Non è vero che ‘non si può più dire niente’. Si può dire tutto. Ma oggi non puoi più farlo senza che qualcuno te ne chieda conto. E questa non è la fine della libertà: è l’inizio della consapevolezza. Possiamo ancora dire tutto, ma possiamo – e dobbiamo – imparare a dirlo meglio”. È con queste parole, stampate anche sul retro di copertina, che Cathy La Torre introduce il suo nuovo libro: edito da Roi Edizioni, si intitola “Non si può più dire niente. Manuale di sopravvivenza tra politicamente corretto e linguaggio inclusivo (221 pp – 22€)”.

Un manuale pratico per imparare a dire tutto, su uno dei temi più caldi e dibattuti del momento, senza offendere nessuno e senza cedere all’autocensura. “Ma è anche un tentativo di offrire uno spazio di riflessione a chi ogni giorno si misura con la complessità del linguaggio”: ad aprirlo, dopo la prefazione del poeta, saggista e professore italiano Gian Maria Annovi, un’introduzione che spiega come leggere e, soprattutto, come approcciarsi a questo libro, in cui Cathy La Torre prova a rispondere alla domanda con la chiarezza e la concretezza che l’hanno resa una delle voci più ascoltate sul tema dei diritti e della comunicazione inclusiva.