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Aveva 66 anni, era originario della Romania e viveva da anni alle porte della Capitale. Rimasto intrappolato per undici ore sotto le macerie, è deceduto nonostante i tentativi disperati di salvarlo
È lui la vittima del crollo alla Torre dei Conti, nel centro storico di Roma: Octay Stroici, 66 anni, operaio specializzato di origini rumene. È rimasto sepolto per ore dopo il cedimento improvviso di una parte della struttura durante i lavori di bonifica e ristrutturazione. Da più di vent’anni viveva in Italia, in una zona alla periferia della Capitale, dove aveva costruito una nuova vita insieme alla moglie Marianna.
Il crollo è avvenuto nella tarda mattinata. Stroici, che si trovava nei piani inferiori del cantiere, è rimasto intrappolato sotto metri di detriti. Per oltre undici ore, i vigili del fuoco hanno combattuto contro il tempo per cercare di estrarlo vivo. "Riuscivamo a sentirlo e a parlargli – hanno raccontato i soccorritori – lo avevamo quasi raggiunto, poi un nuovo cedimento ci ha costretti a indietreggiare". L’operaio, parzialmente protetto da tavole di legno e pezzi di ringhiera, ha continuato a gridare fino a sera, mentre i soccorritori cercavano di scavare con droni, sensori e perfino a mani nude.










