Il 66enne, operaio specializzato residente alla periferia di Roma, ha resistito fino all'ultimo interagendo costantemente con i soccorritori che cercavano di raggiungerlo e che, dopo il primo crollo, erano riusciti perfino a toccarlo. Purtroppo, le lesioni interne si sono rivelate troppo gravi e, dopo una difficilissima operazione di liberazione, resa particolarmente insidiosa dal rischio di un terzo crollo, la situazione è precipitata. All'esterno, l'evolversi della situazione, fino al peggiore degli epiloghi, è stata seguita dalla moglie e dalla figlia dello scomparso, assistite dai servizi sociali del Comune, dall'ambasciatrice rumena Gabriela Duncau e dai carabinieri. Anche il sindaco Roberto Gualtieri è rimasto accanto ai familiari di Octay, che è stato sepolto dai detriti quasi completamente, restando libero solo con la testa e una spalla. Stroici è stato l'unico a rimanere bloccato nella torre perché si trovava più in basso degli altri undici operai al lavoro nella struttura dove erano quasi giunti alla conclusione i lavori avviati a giugno per la rimozione dell'amianto in vista dell'avvio degli interventi di riqualificazione veri e propri dello stabile.
Roma, Octay Stroici è morto dopo il crollo della Torre dei Conti. Il cordoglio di Meloni
Non ce l'ha fatta Octay Stroici, 66 anni, rumeno di Suceava, l'operaio liberato dopo undici ore dalle macerie provocate dal crollo parziale, v...










