La Michelin ha acceso le sue prime stelle anche sul Deep South americano. Al Peace Center di Greenville, in South Carolina, è stata presentata la nuova Michelin Guide American South 2025, guida regionale che riunisce Alabama, Louisiana, Mississippi, North e South Carolina e Tennessee, inglobando la selezione già esistente di Atlanta e portando in primo piano città come New Orleans, Nashville, Charleston. Letta freddamente, la novità è una questione di numeri: l’inaugurale selezione dell’American South conta 11 ristoranti stellati – un ristorante con due stelle e dieci con una stella – dentro un totale di 228 indirizzi. Ma dietro le cifre il messaggio è un altro: quella che per decenni è stata la terra di barbecue fumanti, soul food, piatti creoli e ciotole di gumbo entra a pieno titolo nel canone mondiale della ristorazione.
La guida non ha il compito di spiegare cosa sia la cucina creola o cosa si intenda per soul food: prende atto che quel vocabolario è diventato una delle grammatiche più forti del momento, tanto da meritare una mappa regionale dedicata. La scelta di Greenville come palcoscenico della cerimonia non è casuale. Qui ha sede Michelin North America e qui il Sud prova da anni a raccontarsi come destinazione gastronomica, anche grazie a Travel South Usa, l’organizzazione che riunisce gli enti del turismo degli stati del Sud e che in questa operazione è destination partner del progetto. In mezzo, una scena che stava già cambiando e che ora trova una cornice riconoscibile per chi viaggia e vuole mettere a fuoco il nuovo Sud a tavola.






