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Negli anni ’70 l’URSS sviluppò il progetto di una “cupola cinetica” per proteggere i silos nucleari con dardi metallici contro missili in arrivo. Testato in Kamčatka, fu interrotto nel 1991 ma oggi torna d’attualità

Nel pieno della Guerra Fredda, l’Unione Sovietica sviluppò un progetto ambizioso: un sistema di difesa pensato per proteggere i propri missili intercontinentali da un attacco nucleare. Il programma, noto come Mozyr, mirava a creare una cupola cinetica capace di abbattere le testate in arrivo con una scarica di dardi metallici. Un concetto radicale, concepito quando la sopravvivenza del deterrente strategico terrestre rappresentava la chiave della stabilità nucleare globale.

Il programma Mozyr, designato ufficialmente come Izdeliye 171, nacque nella seconda metà degli anni Settanta sotto la supervisione diretta del ministro della Difesa Dmitrij F. Ustinov, una figura centrale della politica militare sovietica. L’incarico fu affidato al KB Mashinostroyeniya di Kolomna, nei pressi di Mosca, coinvolgendo oltre 250 imprese e 22 ministeri statali.