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Nel raid notturno Mosca avrebbe testato sul campo vettori avanzati, tra nuove versioni balistiche e armi ipersoniche. L’uso limitato suggerisce prove operative e segnali sulla stabilità strategica del continente
Nella notte del 20 gennaio scorso la Russia ha effettuato un attacco all'Ucraina con alcuni nuovi missili utilizzati piuttosto raramente nel corso del conflitto.
Diverse fonti, ufficiali e non ufficiali, riportate da The War Zone indicano il possibile utilizzo di una nuova versione del missile balistico a corto raggio (Srbm) “Iskander”, nonché del missile da crociera ipersonico “Zircon”, raramente impiegato. I relitti recuperati in Ucraina confermano inoltre, per la prima volta, l'utilizzo da parte della Russia di bersagli missilistici riadattati per la difesa aerea in un ruolo di attacco terrestre.






