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Oltre ai militari, missili Oreshnik con testate nucleari

Fino a qualche anno fa, prima che dalle nostre parti si cominciasse malvolentieri a capire che la contigua Russia ne ospitava un'altra molto peggiore, andava di moda definire la Bielorussia "l'ultima dittatura d'Europa". Truffe elettorali spudorate, arresti, torture e galera dura per i "dissidenti" (laggiù li chiamano ancora così, come ai tempi di Brezhnev... e del resto la locale polizia segreta si chiama tuttora Kgb, tanto per evitare equivoci) erano il pane quotidiano. Poi c'è stata la rivolta del 2020 contro Lukashenko, soffocata grazie all'"aiuto fraterno" di Putin, e l'invasione dell'Ucraina ordinata dal medesimo Putin due anni più tardi.

Così la Bielorussia, che già "orbitava" come cinguettano i maestri della Realpolitik attorno a Mosca, è scalata definitivamente a sua colonia. Putin la usa come un grande hangar per la sua aviazione da guerra, vi installa basi e missiloni con testata nucleare puntati verso ovest senza che i nostri "pacifisti" s'indignino, e tiene cicliche esercitazioni militari congiunte con le modeste forze bielorusse. Cinquantamila uomini che Lukashenko tratta coi guanti perché puntellano con le armi il suo detestato regime. Putin lo sa, e solo per questo ha fin qui convenuto che non vengano spediti a co-aggredire la confinante Ucraina.