Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
C'è una sinistra garantista ex Pci che nega la propaganda sul pm succube del governo
In queste prime battute della campagna referendaria si scopre una sinistra antica più garantista dell'attuale. Il coro che si leva dal campo largo - da Schlein a Conte, alla coppia Fratoianni-Bonelli - individua, infatti, come fine della riforma della giustizia quello di togliere autonomia alla magistratura per renderla succube del potere esecutivo, parlano di svolta autoritaria e quant'altro. Una critica francamente grossolana condivisa anche da magistrati del calibro di Nicola Gratteri. C'è invece una parte della sinistra, per la maggior parte esponenti che hanno militato nel Pci, che o votano a favore della separazione delle carriere tra magistrati e pm come Claudio Petruccioli, Claudia Mancini, Stefano Ceccanti, Cesare Salvi, Enrico Morando; oppure come Goffredo Bettini non sono contrari alla riforma ma magari potrebbero depositare nell'urna il loro "no" solo per una valutazione politica ("se il referendum diventa per la Meloni lo strumento per sfondare su tutta la linea allora potrei valutare di votare contro"); o, ancora, ci sono altri che anche se votano contro la riforma paradossalmente usano argomenti che riecheggiano tesi "garantiste".






