Prima i cori per il “Duce”. Poi i “boia chi molla” urlati a squarciagola. Subito dopo il tramonto, per non farsi riconoscere in volto. Infine l’attacco con le bottiglie raccolte da terra dopo aver rotto una campana del vetro Ama. Ecco il tiro a segno di vetro contro i cancelli del liceo Righi. Occupato dal 22 ottobre per Gaza, lo scientifico di via Campania è finito nel mirino dell’ultradestra giovanile.

Saluti romani in classe, gli studenti del Ruiz sospesi e costretti a studiare democrazia

di Valentina Lupia

L’attacco ha costretto gli studenti a rafforzare le barricate, mentre i genitori chiamavano la polizia. Quando le volanti sono arrivate sul posto, il gruppo di neofascisti (circa 15 giovani) si era già allontanato. Per poi tornare dopo aver recuperato caschi e altre bottiglie.

L’attacco di ieri sera arriva dopo giorni di tensione, dopo la protesta delle ragazze e dei ragazzi del liceo dopo l’invasione di campo della Lega: il deputato Rossano Sasso era intervenuto per stigmatizzare la presenza dei portavoce della Global Sumud Flotilla a un incontro convocato dalla scuola per parlare del futuro della Palestina. Il preside Giovanni Cogliandro, davanti al clamore mediatico, aveva preferito fare un passo indietro per proteggere gli studenti. Un gesto apprezzato dai liceali, che poi hanno deciso di occupare. Non contro il dirigente, ma contro le ingerenze della destra di governo nella vita della scuola.