'Pollice in su' da parte del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro per la misura della manovra economica che stabilisce una integrazione del reddito delle lavoratrici madri con due, o più figli, perché, osservano i professionisti in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, si riconosce "il significativo valore sociale e assistenziale, in quanto diretta a sostenere concretamente la genitorialità femminile e a favorire la partecipazione stabile delle donne al mercato del lavoro.
L'erogazione, da parte dell'Inps, di un contributo mensile di 60 euro non imponibile ai fini fiscali e contributivi in favore delle lavoratrici madri dipendenti e autonome, con due o più figli, rappresenta un intervento che si inserisce con coerenza nel quadro delle politiche di sostegno alla famiglia e di promozione della natalità", recita il documento consegnato alle Camere.
Quanto alla disposizione della Legge di Bilancio sul 'blocco' dei pagamenti da parte della Pa ai professionisti 'infedeli' sul fronte fiscale, o contributivo, i consulenti del lavoro ritengono che, "nella sua formulazione attuale, la norma presenta profili di criticità interpretativa e applicativa che rendono auspicabile una riformulazione sostanziale, volta a garantirne maggiore chiarezza e coerenza sistematica", e così determinerebbe "un considerevole aggravio burocratico a carico dei liberi professionisti, i quali si troverebbero obbligati a richiedere e produrre, per ciascuna fattura emessa nei confronti di un ente pubblico, una duplice certificazione: da un lato, un'attestazione di regolarità contributiva rilasciata dalla rispettiva Cassa previdenziale di appartenenza; dall'altro lato, un certificato di regolarità fiscale da richiedere all'Agenzia delle Entrate, documento che, peraltro, non trova attualmente riscontro nella prassi amministrativa vigente per i liberi professionisti, generando conseguente incertezza applicativa circa le modalità concrete di adempimento".








