La Manovra del governo prova ad aumentare i sostegni alla genitorialità e all’occupazione femminile. L’obiettivo è aiutare le famiglie a conciliare lavoro e vita privata, sostenendo al tempo stesso le imprese che scelgono di investire sulle lavoratrici madri. Le nuove misure introducono incentivi stabili, bonus mensili e congedi più lunghi, costruendo un sistema di aiuti che va leggermente oltre gli interventi degli ultimi anni. L’idea è semplice: rendere più facile avere e crescere figli senza dover rinunciare al lavoro, e incoraggiare le aziende a offrire contratti stabili anche a chi ha maggiori carichi familiari.
Tra le novità principali c’è un incentivo dedicato alle donne con almeno tre figli minorenni. Dal 1° gennaio 2026, le imprese private che assumono lavoratrici disoccupate da almeno sei mesi potranno beneficiare di un esonero totale dai contributi previdenziali, fino a un massimo di 8mila euro all’anno per ciascuna assunzione. L’agevolazione vale per 12 mesi nei contratti a tempo determinato, per 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato e per 24 mesi nei contratti a tempo indeterminato diretti. Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico e di apprendistato.










