L’acqua invase le strade che ancora non era spuntato il sole. Era ancora buio quando Firenze fu aggredita dall'Arno. Alle quattro del mattino del 4 novembre 1966 e dopo giorni di piogge inarrestabili arrivò l'onda di piena scaricata dalle dighe, che si aggiunse a quella, altrettanto violenta, della Sieve. Sulla città e sulla piana che corre verso Signa, Empoli, Pontedera e Pisa si abbatté una massa di acqua calcolata di 4100 metri cubi al secondo. Le conseguenze furono devastanti: molte case, negozi e monumenti furono sommersi dall'acqua. Numerose le opere d'arte danneggiate, milioni i libri sommersi, e migliaia di veicoli trascinati via. Morirono 35 persone (17 a Firenze e 18 in provincia e probabilmente, se non fosse stato un giorno festivo, le vittime sarebbero state molte di più) quasi 20mila furono le famiglie alluvionate e 4mila quelle rimaste senza casa. La città rimase completamente isolata con l'interruzione dei servizi telefonici ed elettrici e la chiusura delle autostrade e delle ferrovie. Solo verso sera, dopo una lunga giornata di inondazioni, l'acqua iniziò a ritirarsi, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e fango in una città alle prese con il buio e il freddo.