Il titolo di Campari soffre nel primo giorno di scambi dopo il maxisequestro di azioni da parte della Guardia di Finanza. A Piazza Affari la società lascia sul terreno circa il 3% dopo che venerdì, a mercati chiusi, la procura di Monza ha congelato 1,3 miliardi di azioni alla holding lussemburghese Lagfin per presunta «dichiarazione fraudolenta». La misura, emessa nei confronti non del gruppo ma del suo principale azionista,che detiene l'82% dei diritti di voto.

Campari, maxisequestro da 1,3 miliardi. L’accusa dei pm: “Dichiarazione fraudolenta”

L’inchiesta

Coordinata dal procuratore Claudio Gittardi, l’inchiesta nasce da una verifica fiscale sulle operazioni straordinarie di Lagfin, holding che nel 2024 ha assorbito la controllata italiana detenendo il pacchetto di maggioranza di Campari Milano. Secondo le indagini della Guardia di finanza, al momento della fusione tra le due società circa 5,3 miliardi di euro di plusvalenze da exit tax non sarebbero state dichiarate. Per la Procura, inotlre, nonostante il trasferimento formale degli asset alla nuova branch italiana, il ramo finanziario continuava a essere gestito dalla società lussemburghese.

«La questione - ha precisato Lagfin in una nota - attiene un contenzioso fiscale in essere da circa due anni e che non ha mai riguardato in alcun modo il gruppo Campari. Lagfin è certa di avere sempre operato nel pieno rispetto di tutte le norme, incluse quelle fiscali italiane, e si difenderà in tutte le sedi. Poiché Lagfin detiene oltre l’80% dei diritti di voto di Campari, la misura non è in grado di intaccare la partecipazione di controllo di Lagfin in Campari».