Gli approfondimenti avrebbero permesso di constatare che, all'atto della fusione, non sarebbero state dichiarate le plusvalenze da 'exit tax' per oltre 5,3 miliardi di euro, maturate in capo alla società italiana oggetto di incorporazione e non tassate al momento della loro fuoriuscita dal territorio nazionale, come previsto dalla normativa fiscale. In particolare, il gruppo societario, attraverso una serie di complesse operazioni, avrebbe solo formalmente trasferito gli asset detenuti dalla società italiana a una branch domestica neo costituita, mentre la gestione effettiva del ramo d'azienda finanziario veniva esercitata a livello di casa madre estera. Il sequestro, per un valore di 1.291.758.703,34 euro, è stato integralmente eseguito attraverso l'apposizione del vincolo sulle azioni ordinarie della società partecipata dalla holding lussemburghese, fino a concorrenza dell'importo disposto nel decreto, corrispondente all'imposta non versata all'atto del trasferimento all'estero della società incorporata.