BELLUNO - Kristian Ghedina non è solo un'icona dello sci azzurro. È una figura che, anche a distanza di 15 anni dal ritiro dall'attività agonistica, continua a ispirare. A riempire le sale. A smuovere emozioni e persone. A scaldare i cuori. Lo ha fatto a Cortina, all'interno della rassegna "Una montagna di libri". E pure al Centro culturale Filò del Nevegal, dove più di 130 persone hanno partecipato alla prima serata del ciclo "Tra le righe con", il nuovo format ideato da Barbara Chiarandà e Martino Fogliato. Insieme a Kristian, sono intervenuti Lorenzo Fabiano, autore del libro "Ghedo. Non ho fretta ma vado veloce" (Minerva), e la stessa Chiarandà alla conduzione: un dialogo a tre voci che ha attraversato le tappe della vita di un vero campione, come una lunga discesa libera, tra velocità, cadute e risalite. Grazie alla solita autenticità e alla contagiosa simpatia, Ghedina ha parlato di sport, ma anche di disciplina, cura e visione. «C'è una grande differenza tra fretta e velocità - ha raccontato -. La fretta ti fa perdere il controllo, la velocità te lo fa mantenere». Parole che racchiudono il senso di un percorso prima di tutto umano: perché, dietro a qualsiasi gesto spettacolare, c'è sempre stata una preparazione meticolosa.
Kristian Ghedina corre ancora, il mito che non muore mai: il suo libro fa il pieno sul Colle
BELLUNO - Kristian Ghedina non è solo un'icona dello sci azzurro. È una figura che, anche a distanza di 15 anni dal ritiro dall'attività agonistica, continua a...






