CORTINA (BELLUNO) - Clamoroso sfogo di Kristian Ghedina, deluso dal mancato coinvolgimento nell’organizzazione olimpica di Milano Cortina 2026, lui che del paese ampezzano è sicuramente il campione più conosciuto, anche più dell’olimpionica del doppio misto di curling, Stefania Constantini, che a febbraio difenderà in casa l’oro vinto con Mosaner a Pechino 2022. Ghedina è stato ospite domenica del gran finale del Festival del libro e della cultura sportiva di Treviso, indetto dal Coni locale a Casa Robegan, dove il vincitore di 3 medaglie iridate e 13 gare di Coppa del Mondo ha presentato il suo libro “Ghedo“ (edizioni Minerva) scritto da Lorenzo Fabiano, che racconta la sua vita “a tutta velocità”. E sia in questo contesto, sia poi in questa intervista, ha sottolineato la propria amarezza per l’esclusione dalla “macchina” dei Giochi invernali 2026.

Come è nata l’idea del libro?

«Erano passati 20 anni dal precedente, poi il fatto che ci sono le Olimpiadi è nato questo progetto, questa biografia con tante cose da raccontare. Ed è l’occasione per parlare ancora di sci e anche di me».

La sua vita è stata in salita.

«Lo sport cambia la vita, si inizia in salita, come nel lavoro, ma bisogna tenere duro e lottare. Per me è stata in salita con la morte della mamma che era anche la mia maestra di sci. Avevo 15 anni, papà si è trovato da solo con tre figli, ma ho lavorato tanto, ho tenuto duro e l’ho fatto anche per lei. E sono arrivati i risultati».