Partono in sordina, spesso senza dire niente a nessuno, come fosse una vacanza qualsiasi. Ma all’estero, in mete talora esotiche. Di fatto sempre di turismo si tratta. E infatti, come il turismo quello vero, spesso conviene fuori. Con sé il malloppo: due, tre, quattromila euro. Viaggio incluso. Non soltanto Turchia: Albania, Ungheria, Polonia, Croazia. Nemmeno ha più senso considerarle nuove frontiere nel turismo dei trapianti di capelli.

“La Turchia? Tra qualche anno sarà soppiantata dall’est Europa. Dove il viaggio costa anche molto meno”. Ne è convinto Luca Brandonisio, 42 anni, di Modugno (Bari). A gennaio scorso il trapianto l’ha fatto in Albania, a Tirana. D’inverno, perché “è il periodo in cui porto i capelli più lunghi. Così la differenza si sarebbe vista meno”. Ci teneva a passare quasi inosservato, specie fra i colleghi.

La calvizie è arrivata presto, “troppo presto. A trent'anni avevo già perso parecchio – racconta - Mi guardavo allo specchio e non mi piacevo, somigliavo troppo a mio padre”. Ha resistito dodici anni prima di decidersi. In Italia gli avevano fatto preventivi che oscillavano tra gli i cinquemila e gli ottomila euro. “Cifre fuori portata per me”. Poi, su Instagram, ha cominciato a vedere le pubblicità. Cliniche turche, albanesi, polacche. Testimonianze, foto prima e dopo, pacchetti all-inclusive. “Mi sono documentato per mesi. Leggevo recensioni, guardavo video su YouTube, cercavo di capire chi fosse serio e chi no”.