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Ogni anno decine di persone vanno in Turchia e dopo qualche tempo tornano a casa più alte di qualche centimetro. Sono i pazienti delle cliniche che offrono la possibilità di allungare le gambe a scopi estetici, una procedura dolorosa e non priva di rischi, dal costo molto alto, per quanto in Turchia abbia prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli di Europa e Stati Uniti. Il ricorso a questo tipo di operazioni è in aumento ed è considerato una delle forme più estreme di chirurgia estetica, cui si sottopongono soprattutto uomini insoddisfatti della loro statura.
L’allungamento delle ossa (o distrazione osteogenetica) viene usato da tempo per correggere malformazioni a condizioni (come l’acondroplasia) che si hanno dalla nascita, dovute a un trauma. Una gamba più corta dell’altra di qualche centimetro, per esempio, può causare una camminata incerta che a sua volta influisce sulla postura comportando mal di schiena e dolori articolari. Vi si sottopongono però anche persone che non hanno nessuno di questi problemi.
Questi pazienti vengono trattati con tecniche che si rifanno al lavoro del medico sovietico Gavril Abramovich Ilizarov. A partire dai primi anni Cinquanta e fino ai primi anni Novanta del secolo scorso, Ilizarov mise a punto un apparato, una specie di piccola gabbia di metallo, da applicare all’esterno dell’arto che si vuole allungare. L’apparato viene fissato con un’operazione chirurgica nella quale si divide in due parti l’osso (in alcuni casi in più di due), praticando in entrambe dei fori nei quali vengono fatti passare dei tondini di metallo, che attraversano quindi interamente l’arto spuntando da entrambe le parti. I tondini vengono poi assicurati agli anelli dell’apparato che circondano l’arto.






