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Una volta in campo il mix era tra i giocatori e il pubblico, e la claque si aveva solo in coppa Davis. Ora tutto è squadra e i giocatori parlano col plurale majestatis
Non so se avete presente i vecchietti del Muppet Show: messì lì sulla tribuna a giudicare tutto e tutti, e soprattutto ad agitarsi ad ogni battuta dei protagonisti. Ecco, non è proprio la stessa cosa – visto che si deve essere solo d’accordo – però visivamente la situazione è questa. Il tennis, in pratica, sembra diventato il teatro delle marionette da quando l’angolo del giocatore è stato avvicinato al campo e i consigli sono diventati leciti. E quindi: chiacchierate durante la partita, ma soprattutto stand up, pugnetto e applauso ad ogni punto. Tanto che i tennisti non possono più fare a meno di quello e dell’asciugamano (ma che avranno da asciugarsi dopo un ace?).
Vabbè, non è il caso di fare i nostalgici a tutti i costi. Però una volta in campo il mix era tra i giocatori e il pubblico, e la claque si aveva solo in coppa Davis. Eppoi in fondo gente come McEnroe, Connors o Nastase ha fatto la storia anche per le follie che facevano impazzire il pubblico. Adesso invece non ci sono più neppure quelle, neanche un giudice di linea con cui prendersela, e in tutti momenti c’è chi ti sprona e ti consola a comando, che bisogno hai di andare a cercare conforto nelle gare a squadre? Tanto tutto è squadra ormai, ed infatti i giocatori parlano col plurale majestatis.






