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Da Djokovic a Zverev e Shelton, tanti sull'orlo di una crisi di nervi mentre gli amici Sinner e Alcaraz scherzano sulle vacanze noiose
C'è un po' nervosismo in giro, e anche un po' di maleducazione. Gli unici due che se la passano al meglio sono Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, ritrovatisi dopo la finale di Wimbledon e visti chiacchierare come due vicini di scrivania al ritorno in ufficio: "Allora, tutto bene le vacanze?". Intorno a loro il tennis sembra invece sull'orlo di una crisi di nervi, e sarà forse perché è arrivata l'ora della baraonda del cemento americano.
Insomma: il duello riprende, il resto del mondo subisce uno strapotere al momento inattaccabile. Lo dice la classifica (nel ranking di inizio settimana Zverev, terzo, ha praticamente la metà dei punti di Jannik), lo dicono alcuni episodi che si succedono nell'avvicinamento agli UsOpen. Proprio Sasha, per esempio, è stato protagonista di un battibecco con un tifoso sugli spalti: interrotto un paio di volte dal baluba di turno (allontanato poi dalla sicurezza) mentre stava servendo per la vittoria contro Popyrin, dopo l'ultimo punto si è girato per fargli un polemico ciao ciao con la manina. Segno che il tedesco soffre quantomeno di un eccesso di tensione. La stessa che ha portato Shelton e Cobolli a discutere in campo, con l'italiano (sconfitto) che si è difeso per un gesto di insofferenza giudicato ingiustamente offensivo dall'americano: "Ci siamo chiariti negli spogliatoi", ha poi detto Ben. Ma di sicuro la sua reazione è stata esagerata.






