Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il terzo successo di fila è alla romana: Berrettini e Cobolli, fratelli di racchetta, hanno steso la Spagna da soli dopo un'altra maratona
Una squadra di amici. È questo il segreto del terzo trionfo consecutivo dell'Italia in Coppa Davis. A Bologna, davanti al pubblico di casa, gli azzurri hanno sconfitto la Spagna 2-0, 28 anni dopo, in un atto conclusivo che ci si poteva aspettare se entrambe le formazioni fossero state quelle "tipo", ovvero da un lato con Sinner e Musetti e dall'altro con Alcaraz e Davidovich Fokina. La storia è stata diversa e le due compagini si sono affidate alla forza del gruppo e alla voglia di gettare il cuore oltre l'ostacolo.
A prevalere su tutto è stato quel sentimento che lega Matteo Berrettini a Flavio Cobolli. Amici da una vita, accomunati dall'amore per questa pratica, disposti a dare tutto per la maglia azzurra e formati sui campi del Circolo Aniene, sotto lo sguardo di Vincenzo Santopadre e di papà Stefano (Cobolli). Un'amicizia nata nei tornei Open, satelliti e Futures, quelli del tennis minore, condividendo stanze, gioie e delusioni, mossi da un'unica grande passione. Berrettini ha vestito i panni del faro. Lui, protagonista l'anno scorso della cavalcata di Malaga con Sinner, ha vissuto e vive con trasporto particolare questa competizione: ieri l'11ª vittoria di fila in singolare. "Giocare in squadra mi esalta, fin da quando ero in campo nelle categorie inferiori e giocavo la Serie A", ha raccontato in questi giorni in terra emiliana. E così la prestazione contro l'esperto Carreno Busta è stata degna del suo palmares. Un'affermazione autorevole dell'azzurro con lo score di 6-3, 6-4, facendo la differenza con la sua capacità di alternare soluzioni da "fioretto" con quelle da "martello". Capacità di tocco e potenza non hanno fatto difetto al romano e il primo punto in casa Italia si è concretizzato. "Non ci sia abitua mai a tutto questo e non voglio abituarmi. Difficile parlare ora, sono super felice ed emozionato. Prima della partita ero un po' teso come è giusto che sia, ma il risultato è la cosa più importante ed è andata bene. Non importa chi scende in campo o chi sta a casa: la squadra è lunga, siamo in tanti a giocare bene a tennis e che cercano di fare il massimo in campo", le sue considerazioni.











