Nove anni dopo Londra, anche New York potrebbe avere, nell'Election Day di martedì, il suo primo sindaco musulmano.
Ma più giovane e, come se non bastasse, "socialista". È l'ora del 34enne dem Zohran Kwame Mamdani, dato da tutti i sondaggi oltre il 40% con un vantaggio in doppia cifra (da 10 a 26 punti) sull'ex governatore di New York Andrew Cuomo, sconfitto alle primarie dem ma riciclatosi come indipendente, e sul candidato repubblicano Curtis Sliwa, il fondatore dei Guardian Angels, la noprofit per la prevenzione del crimine.
La sua irresistibile ascesa ha scioccato l'establishment del Partito Democratico, dove diversi big lo hanno appoggiato solo tardivamente, come il leader alla Camera Hakeem Jeffries, o non lo hanno ancora fatto, come il leader al Senato Chuck Schumer.
Il timore è che i repubblicani possano trasformarlo nel sinonimo nazionale di un partito che si inchina al socialismo o addirittura al "comunismo", come accusa Donald Trump, minacciando di tagliare i fondi federali alla Grande Mela se vincerà Mamdani. Il candidato, naturalmente, ha il pieno sostegno dell'ala progressista, da Bernie Sanders ad Alexandria Ocasio-Cortez, con i quali ha riempito comizi e stadi da 13 mila posti, diventando con la 36enne pasionaria dem — potenziale candidata per la Casa Bianca nel 2028 — il nuovo simbolo di un cambio generazionale nella leadership del partito.












