Zoran Mamdani sarà il prossimo sindaco di New York. Primo musulmano e più giovane a entrare a City Hall al termine di una corsa definita appena 9 mesi fa “improbabile” ma finita nel tripudio. Quando lo scrutinio stava volgendo al termine 1 newyorchese su due (50,4%) aveva votato per questo figlio di immigrati venuti dall’India e nato in Uganda. Il suo rivale, l’indipendente Andrew Cuomo, si è fermato al 41,6%; il repubblicano Curtis Sliwa ha racimolato il 7%.

Dopo gli anni di Eric Adams, azzoppato da accuse di corruzione e ritiratosi dalla contesa per il bis, New York cambia radicalmente quindi e sceglie il candidato giovane della affordability, della sostenibilità economica e sociale che ha promesso trasporti gratis, prezzi delle case congelate, più tasse a corporation e ai ricchi, negozi con prezzi calmierati.

Hanno votato 2 milioni di persone, un record assoluto, e quasi il doppio rispetto all’ultima tornata. Già alle 9:06 – sei minuti dopo la chiusura delle urne – i primi exit poll assegnavano un vantaggio netto a Mamdani. Alle 9.35 le tv hanno dichiarato il vincitore. Un’ora dopo Andrew Cuomo ha tenuto il discorso di resa, riconoscendo la vittoria dell’avversario ma sottolineando che il mandato del rivale è zoppo, “poiché un newyorchese su due non lo ha sostenuto”. «Questa campagna è stata la giusta lotta», ha detto.