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Ultimo aggiornamento: 7:35
di Emanuele Rizzo
Aleggia una diffusa convinzione che Donald Trump incarni il peggio dei leader nazionalisti occidentali, come se gli altri fossero meglio e come se i progressisti fossero invece animati da più nobili valori. Per smontare queste ipocrisie, nel suo progetto di ricostruzione di Gaza il tycoon ha coinvolto Tony Blair. Leader progressista tanto gradito a certa politica (Renzi ne ha il poster in camera), noto criminale di guerra per quella incresciosa vicenda ambientata in Iraq e datata 2003. Inconsapevolmente, Trump ci teneva a dimostrarci che non esiste colore politico laddove vi sia da mangiare affamando un popolo.
Sorprende lo sdegno con cui certi salotti hanno liquidato la sua candidatura al Nobel per la Pace, dal momento che in passato era stato conferito a colui che aveva bombardato Siria, Libia, Afghanistan, Yemen, Somalia e Pakistan. Ma nel farlo sorrideva ai fotografi e condiva i suoi discorsi pubblici di quella vuota retorica tanto gradita ai lettori di Repubblica.






