Circolerebbero sondaggi riservati nei corridoi di Palazzo Chigi e di via della Scrofa, e i numeri fanno sorridere il premier, Giorgia Meloni. Si parla di giustizia e del referendum in vista. Le rilevazioni interne mostrerebbero un quadro favorevole in vista del voto confermativo sulla riforma della giustizia, previsto tra marzo e aprile, con una netta prevalenza di consensi per il “sì”. Un segnale che alimenta l’ottimismo ai vertici del governo.

Dopo il via libera definitivo alla separazione delle carriere dei magistrati, la prossima tappa nel percorso riformatore di Meloni resta il premierato: una fermata cruciale per consolidare il programma di governo e presentarsi alle prossime politiche con un ulteriore punto del programma portata a casa. Ma la cautela, ad ora, prevale. Meglio attendere a riaprire questo nuovo fronte, poiché c'è la campagna referndaria già entrata nel vivo. La sinistra infatti è già sulle barricate, le accuse sono ipertrofiche, si pensi al “vogliono prendersi tutto, ambiscono ai pieni poteri”. Spregiudicati, insomma. E pronti a rilanciare su altri fronti.

ALFREDO MANTOVANO, STOCCATA AI MAGISTRATI: "PIENI POTERI? QUELLI DEI GIUDICI CHE FERMANO LE OPERE"

«La riforma della giustizia non sarà una bacchetta magica ma certamente introduce degli elementi che fanno ...