Un connubio tra intelligenza artificiale e robotica ha permesso di ottenere ciò che per quasi vent’anni era sembrato impossibile: una gravidanza naturale in una coppia che aveva ormai perso la speranza. Il risultato, descritto sulla rivista The Lancet, riguarda un singolo caso, ma apre la strada a una nuova frontiera nella cura dell’infertilità maschile più grave, quella dovuta all’assenza quasi totale di spermatozoi (azoospermia).

La ricerca è stata condotta negli Stati Uniti, al Columbia University Fertility Center, sotto la direzione di Zev Williams e con il coordinamento di Hemant Suryawanshi. «Il nostro gruppo – spiega Suryawanshi – riunisce specialisti in imaging avanzato, microfluidica ed endocrinologia riproduttiva per affrontare ogni singola fase della ricerca degli spermatozoi rari».

Il nuovo metodo, chiamato Star (Sperm Tracking and Recovery), combina analisi per immagini ad altissima risoluzione e intelligenza artificiale per individuare e recuperare spermatozoi vitali nei casi più complessi. Il sistema è in grado di acquisire oltre 8 milioni di immagini in meno di un’ora e di riconoscere, grazie all’IA, i rari spermatozoi vivi nascosti tra milioni di detriti cellulari. «Un campione può sembrare normale – sottolinea Williams – ma al microscopio spesso si rivela solo un mare di frammenti, senza una cellula utile».