Una nuova frontiera della procreazione, raggiunta negli Stati Uniti: per la prima volta, una gravidanza è stata ottenuta grazie a una procedura di fecondazione assistita che unisce intelligenza artificiale e robotica. Il risultato, pubblicato sulla rivista The Lancet, riguarda un singolo caso ancora sperimentale, ma apre la strada a nuove possibilità per le coppie colpite da gravi forme di infertilità maschile, come l’azoospermia, la condizione in cui il numero di spermatozoi è talmente basso da rendere impossibile il concepimento naturale.

Lo studio è stato realizzato al Columbia University Fertility Center di New York, diretto da Zev Williams, autore senior della ricerca, insieme a Hemant Suryawanshi, che ha coordinato il progetto.

La sperimentazione ha coinvolto una coppia che cercava di avere un figlio da diciannove vent’anni. La donna, 37 anni, aveva affrontato ben undici cicli di stimolazione ovarica senza esito; il partner, 39 anni, soffriva di una forma severa di azoospermia. Proprio per superare questo ostacolo, i ricercatori hanno sviluppato una tecnica innovativa, battezzata STAR (Sperm Tracking and Recovery), capace di individuare e recuperare spermatozoi vitali anche nei casi più complessi.