Egregio direttore, ho letto con incredulità e rabbia l'articolo pubblicato l'altro ieri dal nostro giornale sulla orrenda morte in provincia di Verona di Jessica Stappazzollo uccisa dal fidanzato o ex fidanzato. La giornalista parla di un numero "smisurato" di coltellate che avrebbero colpito quella povera ragazza «al torace, al collo e soprattutto al volto "Come se volesse cancellarla", fanno capire gli investigatori».
Mi sono chiesta cosa può scattare nella testa di un uomo per arrivare a tanta cattiveria e a tanta violenza, a trasformarsi una bestia feroce e infierire a tal punto sul corpo di una donna. E meno male che diceva di amarla!
Treviso
Cara lettrice, gli abissi della violenza umana (e maschile) sono sconosciuti. E purtroppo ne troviamo ogni giorno la conferma. Ma in questa come in altre vicende simili, c'è un dato di cronaca che spesso viene sottovalutato: dietro l'orribile sequenza di omicidi brutali e bestiali, dietro la violenza cieca e totale con cui queste donne vengono straziate e massacrate, spunta in molti casi la presenza micidiale della cocaina. Una droga che, più di altre, moltiplica l'aggressività e altera la percezione della realtà in che ne fa uso.
Dal brutale assassinio dell'ex modella Pamela Genini a Milano straziata da 24 coltellate dal suo ex compagno al bestiale omicidio di Jessica Strappazzollo in provincia di Verona, c'è questa costante: la crudeltà e la bestialità con cui una vita è stata spezzata, si accompagnano all'uso abituale di polvere bianca da parte dell'omicida.










