La notizia arriva nelle stesse ore in cui il “Wall Street Journal” ha pubblicato la notizia che il presidente Usa Donald Trump starebbe pensando di attaccare il Venezuela, accusato di “esportare droga e criminali” negli Stati Uniti. Notizia che il Presidente stesso ha però smentito. Il quotidiano economico aveva anticipato che una potenziale campagna aerea si “concentrerebbe su obiettivi che si trovano al centro dei rapporti tra le bande di narcotrafficanti e il regime di Maduro, allo scopo di destabilizzare la leadership venezuelana”. Tra i potenziali bersagli presi in considerazione porti e aeroporti controllati dall’esercito, presumibilmente utilizzati per il traffico di droga, tra cui strutture navali e piste di atterraggio. “The Miami Herald” è stato più esplicito: “Il più grande dispiegamento militare statunitense in America Latina dalla Guerra fredda ha un obiettivo più ampio, la fine del regime di Maduro in Venezuela”. La portata e la composizione delle forze statunitensi, scrive il quotidiano, ricordano l'Operazione Just Cause, l’invasione di Panama del 1989 che rovesciò il dittatore Manuel Noriega. Il 'build up' militare Usa, che ora conta la portaerei Gerald R. Ford con il relativo gruppo d'attacco, più un'altra decina di navi da guerra, il sottomarino nucleare Newport News sta preoccupando il regime venezuelano. Di qui la richiesta di aiuto a Russia, Cina e Iran.
Crisi Usa-Venezuela, Maduro teme l'invasione e chiede aiuto a Putin e Xi
Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha chiesto aiuto a Russia, Cina e Iran, nel pieno della crisi con gli Stati Uniti. Lo scrive il quotidiano am...











