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Battuto Shelton nonostante un fastidio alla schiena. "La classifica? Vivo alla giornata"

In questo tennis di ragionieri, Jannik Sinner non ha bisogno di calcolatrici. Tutti a far di conto per capire se tornerà numero uno del mondo e lui che, mentre risponde «ma va, è un obbiettivo per il 2026», intanto macina avversari. Ieri, per esempio: 6-3, 6-3 a Shelton in 69 minuti, pur non completamente a suo agio col dritto e con la spia dell'energia un po' in rosso. Prima semifinale a Parigi, un'altra

tappa nella scorciatoia che porta di nuovo al trono del ranking (deve vincere il torneo): ormai è in ballo e ballerà. A sentirlo, anche un po' controvoglia, perché poi l'obbiettivo sono le Atp Finals: «Torino per me è importante» ha detto finito il match contro l'americano, durante il quale ha anche manifestato un dolorino alla schiena. Un paio di consigli di Cahill hanno però risistemato tutto, così ecco il doppio break nel primo set ed anche nel secondo (con un servizio perso): «Ho risposto bene e sono stato solido. Non penso alla classifica, quel che succede succede». Appuntamento oggi alle 17 per la prossima puntata.