Un aereo da trasporto militare russo, l'Il-76TD, è atterrato in Venezuela dopo un lungo volo partito da Mosca che ha prima fatto tappa in Armenia, in Algeria, in Marocco, in Senegal e in Mauritania. Un evento particolarmente interessante alla luce di una possibile invasione statunitense del Paese. Cosa potrebbero aver portato i russi a Caracas? Il fatto è avvenuto negli stessi giorni in cui gli Stati Uniti annunciavano il rientro della portaerei Gerald R. Ford dal Mediterraneo accompagnata da un nutrito gruppo di navi d'attacco. Un messaggio chiaro a Maduro e una seria minaccia di una possibile ecalation nei Caraibi.

Il Il-76TD con numero di targa RA-78765 è arrivato all'aeroporto della capitale del Venezuela, Caracas dopo due giorni di viaggio, dal 24 al 26 ottobre. Partito dall'aeroporto di Mosca, secondo Flightradar 24, il volo si è svolto in diverse fasi. È atterrato nella capitale dell'Armenia, Yerevan. Successivamente, ha raggiunto l'omonima capitale dell'Algeria, da dove si è diretto a Rabat, capitale del Marocco. Poi è atterrato nella capitale del Senegal, Drakar, e da lì si è diretto in Mauritania, sempre verso la capitale, Nouakchott. L'ultima tappa di questo percorso lo ha visto attraversare l'Atlantico fino a Caracas, in Venezuela. Naturalmente, in ognuna di queste tappe ha dovuto fare riforimento perché altrimenti, anche se avesse volato a secco, non avrebbe avuto abbastanza carburante. Tutti questi Paesi hanno relazioni piuttosto amichevoli con Mosca, e alcuni ospitano persino un contingente militare russo. Questo suggerisce che l'aereo potrebbe aver recuperato il suo carico durante il tragitto, altrimenti è difficile spiegare perché si sia ​​diretto prima in Senegal e poi di nuovo in Mauritania.