ROVIGO - Due dirigenti condannati, mentre sono stati assolti tutti i politici: a 20 anni dall'approvazione del project financing delle piscine comunali di viale Porta Po è arrivata la sentenza di condanna da parte della Corte dei Conti di Venezia. La dirigente del servizio finanziario, Nicoletta Cittadin, dovrà risarcire il Comune per 162mila euro, l'ex dirigente ai lavori pubblici Alberto Moscardi per 64mila euro. Tutti assolti gli altri protagonisti politici della vicenda (ex consiglieri comunali e assessori) a partire dall'ex sindaco Paolo Avezzù (2001-2006) e dal suo successore Fausto Merchiori (2006-2011). Sono 18 complessivamente le assoluzioni, compresa quella di Lucio Giomo, consigliere comunale di centrodestra nel 2005, morto il 16 ottobre scorso.
Tutto cominciò nel 2003 quando un gruppo di imprese (Reale, Cles e Guerrato) propose il project da 10 milioni che il Comune avrebbe pagato in due forme: con il canone di 245 mila euro l'anno per l'uso della piscina per 25 anni e in natura, cedendo cioè l'area dell'ex piscina Baldetti di viale Porta Adige valutata 3,7 milioni dove oggi c'è un supermercato.
Nel 2005 il Consiglio comunale approvò il progetto, il 9 giugno 2006 Moscardi firmò il contratto con le imprese, nel 2007 la giunta individuò in Unipol la banca finanziatrice. Nel contratto era prevista una surroga, cioè che l'ente pubblico si sarebbe accollato i debiti dei privati nei confronti della banca in caso di inadempienza delle imprese. Inoltre era prevista la diminuzione del valore dell'area di viale Porta Adige per ogni eventuale giorno di ritardo tra il collaudo del nuovo polo e la cessione dell'ex piscina.






