Alla vigilia della grande manifestazione di domani a Novi Sad (nord della Serbia) indetta dal movimento di protesta degli studenti nel primo anniversario della morte il primo novembre 2024 di 16 persone nel crollo di una tettoia alla locale stazione ferroviaria, la rappresentanza Ue a Belgrado e le ambasciate di numerosi stati membri dell'Unione, fra cui l'Italia, hanno lanciato oggi un appello alla calma e a rendere omaggio alle vittime in modo pacifico e senza nuove violenze.

Ribadendo il profondo cordoglio per le vittime e la solidarietà con le loro famiglie, nel documento si afferma che "il rispetto dei valori e diritti basilari, comprese la libertà di raduno pacifico e la libertà dei media, sono valori cruciali della Ue che tutti devono difendere e sostenere.

Facciamo appello a tutti a un comportamento responsabile, a placare le tensioni e a evitare violenze".

"L'Unione europea e i suoi stati membri - aggiunge l'appello - restano partner convinti della Serbia e della sua popolazione. Il nostro obiettivo comune è di aiutare la Serbia a progredire sulla strada verso la Ue attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e progressi concreti nelle riforme cruciali - in particolare in fatto di stato di diritto, sistema elettorale e libertà dei media - che sono necessarie per una Serbia più giusta, più sicura e più resiliente". Da varie località di tutta la Serbia stanno affluendo a Novi Sad migliaia di studenti e loro sostenitori, molti in bicicletta e anche in marce a piedi intraprese nei giorni scorsi. Il presidente Aleksandar Vucic e il governo hanno invitato anch'essi a evitare eccessi e violenze nel raduno di domani, smentendo le notizie e le messe in guardia su presunti piani di disordini e violenze al fine di rovesciate l'attuale dirigenza serba per sostituirla con un'altra più gradita alla Ue. Il patriarca serbo ortodosso Porfirije celebrerà domani in mattinata una funzione religiosa nella cattedrale di San Sava a Belgrado per commemorare le vittime del crollo alla stazione, mentre i responsabili della Fiera del libro in corso nella capitale hanno fatto sapere che parte dei proventi dalla vendita dei biglietti d'ingresso verrà devoluta a favore dei familiari delle 16 vittime del crollo. La sciagura alla stazione di Novi Sad diede inizio un anno fa al movimento di protesta degli studenti, appoggiati da una parte della popolazione, che accusano la dirigenza serba di corruzione, scarsa democrazia e controllo sui media, e che chiedono nuove elezioni.