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Ultimo aggiornamento: 8:08

L’epitalamio viene riconosciuto come genere letterario a partire da Saffo ma siamo a conoscenza dell’esistenza di canti nuziali già agli inizi della letteratura greca. Questo tipo di canto prendeva il nome di ὑμέναιος (yménaios) ed era eseguito durante la νυμφαγωγία (nymfagoghía), ovvero l’accompagnamento della sposa, in corteo, dalla casa paterna a quella del marito. La maggior parte delle fonti testimonia infatti che il momento preferito per l’intonazione dell’yménaios era durante questa parte del rito, anche se non mancano testimonianze che la collocano in altri momenti della cerimonia.

Originariamente con il termine yménaios si indicava il genere letterario del canto nuziale in maniera generica, mentre non si era ancora rigidamente definito l’ambito spazio-temporale della sua esecuzione. Soltanto in epoca ellenistica, con il passaggio ad una dimensione meno spettacolarizzata delle celebrazioni, l’occasione del canto di accompagnamento venne spostata all’interno delle abitazioni, davanti al θάλαμος (thálamos) e prima della consummatio matrimonii. Questo spostamento determinò la nascita di un nuovo canto nuziale: l’ἐπιθαλάμιος (epithalámios); gli eruditi dell’epoca coniarono questo termine appositamente per indicare, attenendosi all’etimologia della parola, il particolare canto intonato davanti al thálamos. Solo più tardi il termine subì un ampliamento, sotto l’influsso della Seconda Sofistica e, sovrapponendosi a quello di yménaios, passò ad indicare l’intero genere delle composizioni nuziali.