In un clima di attesa e grande commozione Israele ha ricevuto i corpi di altri due presunti ostaggi da parte del movimento palestinese Hamas.
Ma la tregua resta fragile e al Jazeera parla di due nuovi raid aerei israeliani nel sud della Striscia, malgrado il ripristino del cessate il fuoco seguito alla notte di sangue fra martedì e mercoledì con un tragico bilancio di oltre cento morti, fra cui decine di bambini. L'ennesimo attacco da parte delle forze armate dello Stato ebraico questa volta avrebbe colpito le città di Abasan al-Kabira e Bani Suheila, a est di Khan Younis nell'area meridionale dell'enclave palestinese.
Un'incursione che lascerebbe sgomenta la comunità internazionale e avvenuta ore dopo che la Croce Rossa aveva consegnato all'Idf le due bare contenenti alcuni resti umani poi scortate, in una sorta di processione, fino all'istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv che si occuperà della procedure di identificazione. Si tratta di un procedimento che potrebbe durare anche due giorni. Se le loro identità venissero confermate, rimarrebbero nella Striscia i corpi di 11 ostaggi israeliani deceduti.
Nelle pomeriggio, fra dolore e rabbia, la famiglia di Ofir Tzarfati, il giovane israeliano rapito da Hamas il 7 ottobre 2023, poi portato a Gaza ed infine ucciso, ha seppellito il suo caro per la terza volta. Una piccola scatola contenente i suoi resti, avvolta in una bandiera israeliana, è stata sepolta prima che la madre esprimesse il suo dolore. Dallo strazio agli scontri.









