MESTRE - Lei, poco più che ventenne, lo aveva conosciuto per caso, tramite un'amica, per una tirata di coca. Lui, 50 anni, albanese, ma residente da molti anni nel veneziano, con alle spalle anche una condanna per l'omicidio di un connazionale del lontano 2004, l'aveva presto coinvolta in una «relazione tossica», minacciandola di morte se l'avesse lasciato, o anche di diffondere le sue immagini intime, rubate dal cellulare, tra continui pedinamenti, pressioni, controlli. Nuovi dettagli di un incubo che emergono dall'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, Andrea Innocenti, che ieri ha convalidato l'arresto del cinquantenne e disposto la sua custodia cautelare in carcere, come richiesto dalla Procura.

Difeso dall'avvocato Fabio Crea, l'uomo è comparso davanti al giudice per l'interrogatorio di garanzia. Oltre all'accusa di stalking nei confronti della ragazza, è accusato anche di ricettazione e porto abusivo di una pistola Beretta che teneva in casa. Davanti al giudice ha cercato di minimizzare la gravità delle accuse. Ha negato le minacce di morte o di diffusione di immagini intime della ragazza. Quanto alla pistola, ha ammesso la sua detenzione illegale, sostenendo di tenerla per difesa personale. Una versione che non ha convinto il giudice per cui, al contrario, le dichiarazioni della ragazza sono «attendibili, in quanto precise, dettagliate e non esasperate», oltre che confermate da una serie di messaggi recuperati sui social.