MESTRE (VENEZIA) - Di notte aveva sentito urlare, come capita spesso perchè lì, in via Passo Buole, i bivacchi di sbandati e tossicodipendenti sono costanti, anche di giorno. E così, ieri di prima mattina, ha alzato le tapparelle per vedere se erano ancora lì, e le sono piovute addosso minacce di morte urlate a squarciagola. Basterebbe questo per intimorire una donna che vive da sola, ma il vigliacco ha atteso solo pochi istanti prima di lanciare contro la finestra dell'abitazione un vassoio d'acciaio, rubato chissadove. Un botto tremendo, da paura. E, per poter uscire di casa senza il terrore di trovarsi faccia a faccia con quell'uomo, ha dovuto chiamare la polizia.

Un'altra storia - l'ennesima - di degrado urbano nel Rione Piave, stavolta in quella strada parallela a via Piave regolarmente utilizzata per bere e bucarsi da decine di persone di tutte le nazionalità. «Mi ero svegliata alle 4 di mattina, di soprassalto per le urla che arrivavano dalla strada di fronte - racconta la residente, quasi settantenne -. Poi si sono calmati, ma alle 6.30, quando mi sono alzata per andare a fare degli esami in ospedale, ho alzato un po' la tapparella per vedere la "situazione" in via Passo Buole. È bastato quello per farli arrivare davanti alla mia finestra, con uno dei due, probabilmente dell'Est, che mi ha urlato "Vieni fuori che ti ammazzo! Esci che te la faccio vedere!"».