Alle porte del centro storico di Reggio Emilia, la bonifica delle aree esterne ai capannoni industriali Inalca, interessati dall’incendio divampato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2025, prosegue. Da quasi 9 mesi. Senza essere terminata. Tra ordinanze comunali, sopralluoghi dell’Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL), dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAE) dell’Emilia Romagna, interventi prima di Iren Ambiente Spa e poi di ACR Reggiani Spa. Ma anche segnalazioni degli abitanti dell’area e la “mappatura informale” realizzata a metà luglio, insieme all’associazione Reggio Emilia Ripuliamoci, dal Comitato Amianto Zero.
Praticamente rasi al suolo più di 20mila metri quadrati di capannoni, occupati dallo stabilimento per la lavorazione delle carni Inalca appartenente al gruppo Cremonini e dal magazzino di stoccaggio di materie prime della Quanta-Stock&Go, leader nella ristorazione collettiva in Italia. Distrutti più di un milione e 300mila chilogrammi di prodotti alimentari. Precaria la situazione di molti dei lavoratori impiegati nello stabilimento. Ci sono poi gli abitanti di una ampia zona che circonda lo stabilimento, in gran parte riuniti nel Comitato Amianto Zero, preoccupati per le operazioni di bonifica ancora in corso a dispetto del tempo trascorso dall’incendio.








