La direttiva Ue sulla trasparenza retributiva potrebbe essere una grande occasione per riportare equilibrio nelle buste paga con riferimento al genere, alle mansioni, alle generazioni: a dirlo è un direttore delle risorse umane su due, pur evidenziando molte criticità, prima fra tutte l’impatto che la trasparenza e la comunicazione delle fasce retributive potrebbe avere sul clima aziendale.
Fatta la norma in Europa, i direttori del personale chiedono che il nostro Paese, nel recepirla trovi una via sostenibile. Ed è proprio qui che sorgono molte criticità secondo quanto emerge da un’indagine fatta da Aidp su un campione di 750 manager. «L’applicazione anche in Italia della direttiva Ue sulla trasparenza retributiva è certamente un ulteriore passo avanti verso la riduzione strutturale della disparità di genere nel lavoro anche in campo retributivo, e rappresenta un ulteriore tassello verso l’’obiettivo della realizzazione completa e complessiva dell’equità di genere», premette la presidente di Aidp, Matilde Marandola. Questo è però vero nella misura in cui il legislatore riuscirà a «rendere l’applicazione della norma più fattiva». Per questo Aidp ha voluto indagare gli impatti operativi e il sentiment dei direttori del personale in merito alla direttiva Ue.






