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Quindi, oggi...: ancora sul 16enne arrestato a Torino, la telefonata al segretario di Forza Italia e Gioventù Nazionale

- Vorrei tornare sull’immagine, che tanto ha indignato i soliti noti, di uno studente di 16 anni che viene ammanettato dopo uno scontro di fronte al liceo Einstein di Torino. Se ne parla da giorni: lui frigna perché i ferri ai polsi sarebbero stati troppo stretti, la sinistra urla alla repressione, eccetera eccetera eccetera. Tutti che guardano il dito e non la luna. Anzi: le lune. Primo: il ragazzo è rimasto in questura per un paio di ore, è stato subito rilasciato (una volta scoperto essere minorenne) e è tornato in strada al presidio organizzato in risposta al suo arresto. Niente di sconcertante né di repressivo. Tutta panna montata per urlare alla violenza della polizia. Secondo: il ragazzo in questione ha 16 anni, non cinque. È abbastanza maturo. E se la società gli permette di guidare un motorino in mezzo ad una strada, con cui potrebbe pure ammazzare un pedone, figuratevi se dobbiamo impressionarci per un paio d’ore in manette. Terzo: lui e i suoi compari erano andati a rompere le scatole ad un banale volantinaggio dei ragazzi di Gioventù Nazionale contro la “cultura maranza”. Non esiste, non esiste, che i collettivi cerchino di censurare i giovani “di destra” e nessuno dica loro che sono dei fascisti rossi ma anzi li difendono se uno di loro viene fermato per un paio d’ore. Quarto: i giornali parlano di quei ragazzi di Gioventù nazionale come dei giovani di “estrema destra”, che è un po’ come affermare che i giovani del Pd sono degli antagonisti. È una follia. Quinto: il presidio degli studenti in risposta alle tensioni sul volantinaggio si è trasformato in un attacco alle forze dell’ordine e in un assedio alla sede di FdI, il che poteva trasformarsi in una tragedia. E questo, checché ne dicano i giornali, è ben più grave che ammanettare un minore. Guardatevi le immagini: i “bravi studenti” hanno lanciato uova e sputi contro la polizia, poi hanno cercato di ribaltare la camionetta rischiando di schiacciare, e quindi di ammazzare, gli agenti. Poi hanno distrutto il mezzo (che pagheremo noi contribuenti), lasciandoci sopra scritte ignobili. Nessuno ha da dire nulla? E allora mi sorge una domanda, semplice semplice: ma perché ai poliziotti non è stato ordinato di reagire e di caricare? Perché sono dovuti rimanere lì a prendere sputi, uova e botte? Sorge il dubbio che qualcuno abbia paura che poi i sinistri, di ogni ordine e grado, urlino al “fascismo repressivo” del governo e che quindi si preferisca evitare scontri. Trasformando così gli agenti in pupazzetti alla mercé di questi violenti. In fondo l’ultima volta che le forze dell’ordine hanno reagito, eravamo a Pisa ricordate?, il Presidente della Repubblica se ne uscì con un improvvido messaggio contro le manganellate agli studenti. E ora ne paghiamo le conseguenze.