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Ultimo aggiornamento: 14:58

Nessun calciatore coinvolto. La Procura di Reggio Calabria, però, ha fatto luce su un’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva il cui promotore era l’arbitro Luigi Catanoso, finito agli arresti domiciliari e già sospeso dagli organi di giustizia sportiva che avevano accertato le prime irregolarità. Il blitz dei carabinieri e della guardia di finanza è scattato stamattina all’alba quando, su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli, dell’aggiunto Stefano Musolino e dei pm Marco De Pasquale e Federico Sardegna, la stessa ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Andrea Iacovelli è stata notificata ad altri quattro indagati: Giancarlo Leone Fiumanò, Lorenzo Santoro, Giampiero Reale e Tommaso Reale.

“Il meccanismo si realizzava essenzialmente attraverso la corruzione di arbitri che dirigevano la partita in maniera tale da condizionare il risultato allo scopo di realizzare poi dei profitti con le scommesse sportive”. Il sistema è stato spiegato durante una conferenza stampa dal procuratore Borrelli e riguardava alcune partite di calcio delle categorie Primavera, Primavera 2 e Serie C.

Nell’inchiesta sono coinvolti alcuni soggetti toscani che “fornivano capitali, ricevevano i soldi e le puntate attraverso la creazione anche di fittizi conti-gioco, intestati a terzi che venivano utilizzati sia per fare le scommesse sia per incamerare i profitti delle stesse”. Le indagini sono iniziate nel gennaio del 2024 in seguito a una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativa a un flusso anomalo di scommesse su di un incontro calcistico della categoria Primavera.