CAERANO (TREVISO) - L'autopsia sul corpo di Mario De Marchi, il 39enne di Caerano San Marco morto dopo 12 giorni di agonia in seguito a un'aggressione subita alla sagra di Fontigo, ha stabilito che la causa del decesso è stato il trauma cranico (all'altezza della tempia, che ha provocato anche una frattura della calotta, ndr) dovuto alla caduta contro lo spigolo di una delle panche dello stand gastronomico della manifestazione.

In volto, però, aveva anche altre lesioni: serviranno ulteriori accertamenti per stabilire se siano state provocate da un pugno (come sostengono i familiari della vittima) o dall'impatto con il terreno dopo aver sbattuto la testa, come invece sostiene la difesa di Fabrizio De Poi, il cabarettista 62enne di Pederobba indagato per omicidio preterintenzionale, rappresentata dall'avvocato Fabio Crea. L'esame autoptico, dunque, non ha sciolto tutti i dubbi sulla morte del 39enne: le indagini, di conseguenza, proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.

All'esame post mortem, effettuato dall'anatomopatologo Alberto Furlanetto, erano presenti anche i consulenti di parte: Antonello Cirnelli per la famiglia di De Marchi, Massimo Montisci per De Poi. Proprio il 62enne, che si è detto sconvolto per l'epilogo tragico della vicenda, ha sempre sostenuto di non aver mai sferrato un pugno al 39enne. «L'ho preso e l'ho spinto fuori (dal tavolo, ndr), poi lui è andato a sbattere contro la panca» ha raccontato De Poi ai microfoni de "La Vita in diretta", e poi ha aggiunto: «Ero in una situazione in cui mi sono sentito preso in giro. Avevo messo il giubbetto su una panca per prendere il posto durante la sagra, quando sono tornato ho trovato delle persone sedute e il giubbetto non c'era più. Nel frattempo è arrivato da mangiare per loro, io ho spostato i piatti e ho detto loro: "Finché non salta fuori il giubbetto non mangiate". Il cugino si è alzato, io l'ho preso e tirato fuori dal tavolo ma lui è inciampato sulle gambe del tavolo ed è caduto. Poi si è alzato Mario, ho spinto anche lui mentre dicevo: "Andate a cercarlo voi il giubbetto". In quel momento, cadendo, ha sbattuto la testa contro la panchina». E ancora: «Ho sicuramente sbagliato ma purtroppo è successo: ora chiedo perdono ma non so se me lo daranno mai. Non avrei mai voluto fare una cosa del genere, non era nelle mie intenzioni».