SERNAGLIA (TREVISO) - «Ha solo cercato di difendermi. L'ho visto venire colpito con un pugno e poi spinto a terra». Pochi istanti prima che Mario De Marchi, sbattendo la testa e morendo tragicamente dopo dodici giorni di ricovero, precipitasse al suolo a seguito di una prima spinta provocata da Fabrizio De Poi, a intervenire era stato suo cugino, Valerio Torresan. C'era anche lui, quella sera, seduto al tavolo ad ascoltare il concerto dei "Segnali Caotici". Ed è proprio con lui che si è verificato il primo confronto fisico.

«Quella sera mio zio (Claudio), mio cugino (Mario) ed io abbiamo deciso di andare a mangiare alla sagra di Fontigo per ascoltare "Segnali Caotici", la cover band dei Nomadi. Quando siamo arrivati, la tavola era già stata prenotata. Io e mio cugino abbiamo ordinato da mangiare e ci hanno detto di sederci tranquillamente, perché quelli della Pro Loco ci avrebbero portato i vassoi e le birre. A quel punto è arrivato un tizio che ci ha chiesto se avessimo trovato un giubbotto che poco prima aveva appoggiato lì. Noi abbiamo risposto di no, che non l'avevamo visto, al punto da non sapere nemmeno come fosse fatto. Dopo un po' se n'è andato, ma mezz'ora dopo, quando è arrivato il cibo, ha fatto ritorno. Eravamo seduti alla stessa tavola e sulla stessa panchina di prima».