“I segreti che mi ha confidato li ho tutti nel mio cuore e me li porterò fino alla fine del mondo”. James Senese ha vissuto un’amicizia speciale con Pino Daniele. Fu lui a scoprire il talento di Pino, dopo la metà degli anni Settanta, e a trascinarlo dentro il progetto Napoli Centrale, un luminoso esempio di quello che avremmo imparato a conoscere come “neapolitan power”. Gli regalò un basso, lo inserì in quel gruppo di sperimentatori e da lì nacque un rapporto indistruttibile.
Sant'Angelo d'Ischia, James Senese: "Abbiamo dimenticato Pino troppo presto"
Senese, insieme con Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Joe Amoruso ed Ernesto Vitolo, entrò a far parte della band che accompagnò Pino Daniele negli anni dei suoi esordi discografici. Insieme furono protagonisti del concerto a Piazza Plebiscito a Napoli nel 1981, uno dei più importanti eventi nella storia della musica italiana. Il rapporto tra i due artisti diventa sempre più stretto: Daniele definiva James “il mio amico nero a metà”, evocando il titolo di uno dei suoi dischi di maggior successo.
Quando James Senese dedicava a Pino Daniele "Chi tene o' mare" col suo sax inconfondibile
Intervistato a un anno dalla morte di Pino, Senese (che si definiva “la seconda voce di Pino”) si dichiarò molto infastidito dallo sfruttamento dell’immagine e della musica del suo vecchio amico: “Lasciamolo in pace – disse ai microfoni di Repubblica – facciamo rivivere per quello che lui dovrebbe vivere nell’altra vita. Io e Pino ci siamo detti tutto – aveva aggiunto – ma lui sa dall’altra parte che io non parlerò mai delle cose che mi ha detto. Molta gente non sa niente di quello che che lui effettivamente aveva dietro di sé”.












