Fa il bis con Matteo Salvini, l’amico di sempre. Coglie un’altra occasione per randellare l’Europa, il Green Deal, le «politiche suicide» di chi dà le carte a Bruxelles. Viktor Orban abbraccia il vicepremier leghista sull’uscio del ministero delle Infrastrutture, il naso in su ad ammirare lo scalone e poco dopo gli “arredi famigliari” che costellano le pareti del “Capitano”: bandiere del Milan, t-shirt, foto con papi, calciatori e capi di Stato. All’indomani del vis-a-vis con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi - e delle sparate contro l’Ue e contro Trump che ha calato la scure delle sanzioni sul petrolio russo, in un’intervista al Messaggero - Orban si riprende i riflettori a Roma. «Sono stati affrontati temi come la pace, la dura critica al green deal e alle politiche suicide dell’Unione europea» fa sapere una nota stringata del leghista. E poi, neanche a dirlo, «massima sintonia sul contrasto all’immigrazione clandestina». Un’ora a colloquio. Inframezzata da mille convenevoli: il modellino del Ponte sullo Stretto, le chiacchiere su Papa Leone, sui conti, «la dura critica per un’Europa che fa scelte suicide in materia economica e ambientale a danno di famiglie e imprese». In chiusura la promessa solenne di Salvini all’ungherese: un viaggio a Budapest, il prima possibile. Da Palazzo Chigi nessuno commenta l’abbraccio sovranista al ministero, né la trasferta in programma. Trapela questo sì un certo gelo sull’attivismo del “Capitano”. Ci mette il carico Antonio Tajani in serata. «Salvini-Orban? La linea in politica estera dell’Italia la esprimono il presidente del Consiglio e ministro degli Esteri» affonda il colpo da Nouakchott, dove è in missione. «Le altre posizioni sono individuali, ma la linea politica del governo è chiara: noi stiamo con Kiev».
Orban-Salvini, critiche alla Ue. «Green deal, politiche suicide»
Fa il bis con Matteo Salvini, l’amico di sempre. Coglie un’altra occasione per randellare l’Europa, il Green Deal, le «politiche suicide» di chi dà le carte a...










