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Il 29 ottobre Rino Gaetano avrebbe compiuto 75 anni. Artista fuori dal tempo, neppure la morte a soli 30 anni ha fermato la sua musica e la sua arte

A 75 anni dalla sua nascita l'eredità musicale e umana di Rino Gaetano rimane più viva che mai. Neppure la morte, arrivata a soli 30 anni a causa di un incidente, ha fermato la sua musica e la sua arte. "La gente se lo ricorda, passano gli anni e lui rimane importante, è come un'alchimia, è veramente indecifrabile. Secondo me è per la sua libertà d'artista, per la sua non appartenenza a nessun codice", disse Mogol, ricordandolo anni fa.

A renderlo unico nella sua breve ma intensa carriera è stato senza ombra di dubbio il rapporto di amore e disincanto verso l'Italia, con i suoi vizi, le sue virtù e le sue contraddizioni. Con uno sguardo ironico ma lucidissimo, Rino Gaetano seppe raccontare l'Italia come pochi, anticipandone spesso le derive e i paradossi. "In fondo è bello però, è il mio Paese e io ci sto", cantata Rino Gaetano nel brano "E io ci sto" pubblicato nel 1980, accettando con affetto e amarezza quella realtà che tanto lo ispirava. Chi era Rino Gaetano lo descrisse perfettamente il critico Enzo Caffarelli alla fine degli anni '70: "Rino è una figura atipica: la difficoltà di trovare modelli cui avvicinarlo, correnti in cui inserirlo, è il miglior complimento che gli si possa fare. Le musiche, fatte di pochi accordi, sono costruite intelligentemente. La voce è aggressiva, grintosa, volutamente grezza: le parole divertenti, con poche allegorie, immagini veloci, fotografiche".