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Il colosso petrolifero perde pezzi, von der Leyen alza il tiro. Lavrov assicura: "Non colpiremo la Nato"

A sentire la narrazione russa e quella filorussa sparsa per il mondo, anche in Italia, le sanzioni che l'Occidente ha inflitto a Mosca non solo sarebbero inutili ma addirittura una forma di autolesionismo. Non spiegando, ovviamente, perché ne chiedano il ritiro un giorno sì e un altro pure. Ma a smontare questa narrazione di comodo ci sono i fatti, che vedono la Russia in piena economia di guerra da anni e i primi effetti concreti del colpo d'ala di Donald Trump. Il colosso petrolifero russo Lukoil infatti, ha comunicato che venderà i suoi asset esteri dopo le sanzioni decise da Washington «a causa dell'introduzione di misure restrittive nei confronti dell'azienda e delle sue controllate da parte di alcuni Stati», ha comunicato l'azienda. Fatti suoi privati? Mica tanto, dato che Rosneft e Lukoil rappresentano da sole il 55% della produzione petrolifera russa.