Un muro di sostegno per proteggere gli studenti del liceo Einstein di Torino. A parlare, o meglio a scrivere una lettera, non sono collettivi o gruppi studenteschi ma i loro genitori. Un centinaio di madri e padri (in tutto sono 1.450 gli studenti nel liceo) che denunciano «un fatto gravissimo, che chiama in causa la responsabilità della scuola e di tutti gli adulti presenti». Al centro della lettera ci sono le tensioni di lunedì mattina durante il volantinaggio “contro la cultura maranza” di un gruppo di militanti della sezione D’Annunzio di Gioventù Nazionale. Militanti che secondo i genitori avrebbero minacciato e aggredito «chi si rifiutava di prendere i depliant». E lo studente di 16 anni ammanettato e denunciato perché avrebbe colpito alcuni agenti, «trattato come un criminale». Questo, continua la lettera, mentre «gruppi politici che si rifanno a ideologie xenofobe e di esclusione vengono lasciati agire liberamente davanti a un edificio scolastico, compromettendo l’ingresso a scuola». Parole dure anche contro le forze dell’ordine che si sarebbero attivate «in forma violenta nei confronti dei soli studenti, compresi coloro che stavano semplicemente entrando a scuola». La lettera è stata indirizzata all’Ufficio scolastico regionale e prima alla dirigenza della scuoia. «Nessuno — continuano — ha provato a mediare, a proteggere e a evitare che una scena così violenta e umiliante si consumasse davanti agli occhi di tutti gli studenti, lasciati soli».
I genitori dell’Einstein in difesa degli studenti: “Ragazzi lasciati soli”
Il preside riconosce nel volantinaggio dei miltanti di destra “i contorni di una provocazione” ma “l’escalation dei toni è stata reciproca”












