La sperimentazione della riforma della disabilità sta procedendo positivamente è la narrazione degli enti istituzionali preposti alla sua attuazione, in primis ministero per le Disabilità e Inps, eppure secondo la Cgil permangono forti criticità ancora da risolvere e non ci sono le risorse sufficienti per realizzarla compiutamente.
L’aggiornamento sulla fase sperimentale è stato il focus della riunione del 27 ottobre dell’Osservatorio nazionale sulle condizioni delle persone con disabilità presso il ministero della Disabilità. La riforma, in particolare, introduce l’Inps come soggetto unico per l’accertamento sanitario, non più commissioni medico-legali diversificate, ma un solo referente nazionale con uniformità di giudizio e procedure standard per tutti. Inoltre grandissima importanza assume il Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, con il nuovo percorso di valutazione di base con un esame multidisciplinare che non si limita agli aspetti clinici di assistenza medica ma valuta anche le capacità, i bisogni e le aspettative personali oltre al contesto ambientale nel quale vive la persona con disabilità, una visione che dovrebbe essere allineata a quanto prevede la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.






