Nelle province coinvolte nella prima fase della sperimentazione delle nuove procedure introdotte dalla riforma della disabilità si registra un forte calo delle domande previdenziali di invalidità e inabilità, che scendono del 13,1%, a fronte di un lieve incremento dell’1% nelle province non coinvolte. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Previdenza della Cgil nazionale condotta da Ezio Cigna sugli effetti della riforma della disabilità introdotta dal decreto legislativo n. 62/2024 sulle prestazioni previdenziali.
Prima di passare ai dati dell’Osservatorio, occorre distinguere invalidità civile e invalidità previdenziale.
L’invalidità civile costituisce una tutela di natura assistenziale fondata sull’accertamento sanitario di una riduzione della capacità lavorativa, per i soggetti non in età lavorativa, di difficoltà persistenti nello svolgimento delle funzioni proprie dell’età.
La valutazione dopo la riforma si basa sul modello bio-psicosociale integrando le tabelle mediche tradizionali con la valutazione del funzionamento e dell’autonomia nella vita quotidiana.
Le prestazioni non richiedono requisiti contributivi e sono finanziate attraverso la fiscalità generale.







